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L'ombra degli Americani

Sul lago di Como come in tutta Italia  si manifestarono due strategie nella lotta di liberazione.

Da una parte gli anglo-americani che favorivano le piccole unità combattenti apolitiche, finalizzate ad azioni di appoggio all'avanzata delle truppe alleate e ad azioni di intelligence e sabotaggio. Dall'altra il CNL che puntava a realizzare una forza combattente organizzata, coordinata sotto un comando unitario e indirizzata ad una lotta a fondo contro le forze nazifasciste. E all'interno del CNL gli alleati diffidavano sopratutto delle formazioni Garibaldine egemonizzate dal Partito Comunista che puntava a legare la lotta di liberazione ad una prospettiva di cambiamento di sistema.

Tutto questo è presente nel bel libro di Franco Giannantoni “L'ombra degli americani sulla Resistenza al confine tra Italia e Svizzera” pubblicato nel 2007 da Essezeta-Arterigere .

 

Nel racconto di Giannantoni emergono tre protagonisti. Il Maggiore Giovanni Battista Cavaleri (detto Titta) in contatto con gli ambienti di Campione legati all'OSS e all'Ambasciata americana di Lugano, che impersona la visione strategica degli alleati; il Capitano Neri (Luigi Canali) comandante della 52esima Brigata Garibaldi che opera sulla sponda occidentale del lago e che rappresenta la visione della lotta totale ai nazifascisti. In mezzo il Capitano Ricci, ufficiale dell'esercito a capo di un gruppo di partigiani nella zona della Val d'Intelvi. Vorrebbe l'aiuto degli americani e vorrebbe combattere con le Brigate Garibaldi, due cose difficili da realizzare contemporaneamente. La sua vita si conclude in modo tragico nella sfortunata azione di Lenno dell'ottobre 1944 nella quale rimane ucciso in circostanze non del tutto chiarite.

 

Franco Giannantoni è un ricercatore storico che ha scritto numerosi libri sulla Resistenza, tra cui ricordiamo “Gianna e Neri: vita e morte di due partigiani comunisti” (Mursia, 1992).

Vedi cartina del lago di Como con la distribuzione delle formazioni Partigiane