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Da sinistra:    MARIANO RAJOY (PP),     PEDRO SANCHEZ (PSOE),     ALBERT RIVERA (Ciudadanos),     PABLO IGLESIAS (Podemos)

Da sinistra: MARIANO RAJOY (PP), PEDRO SANCHEZ (PSOE), ALBERT RIVERA (Ciudadanos), PABLO IGLESIAS (Podemos)

Il sistema parlamentare spagnolo si basa su un Congresso di 350 Deputati e un Senato delle Autonomie locali composto da 264 Senatori. Il Congresso viene eletto con metodo proporzionale a turno unico in 52 circoscrizioni con liste bloccate e soglia del 3%. Il proporzionale è corretto in senso maggioritario dal metodo di assegnazione dei seggi. Fino al 2011 questo metodo ha garantito la governabilità del paese.

Si vedano le elezioni del 2011 in cui il PP, pur avendo il 44,63% dei consensi, ha ottenuto la maggioranza dei seggi pari al 53,14% e ha potuto formare un Governo.

Elezioni 2011 %Voti Seggi %Seggi
Partito Popolare (PP) 44,63 186 53,14
Partito Socialista (PSOE) 28,76 110 31,43

 

Nel Dicembre 2015 con la comparsa di due nuove formazioni e l'indebolirsi dei partiti storici nessun partito ha avuto la maggioranza dei seggi, nonostante il sistema elettorale avesse comunque premiato i due maggiori partiti. Si notino le percentuali in Voti e Seggi di PP e PSOE..

Elezioni Dic. 2015 %Voti Seggi %Seggi
Partito Popolare (PP) 28,72 123 35,14
Partito Socialista (PSOE) 22,01 90 25,71
Podemos 20,66 69 19,71
Ciudadanos 13,93 40 11,42

 

Dopo cinque mesi di trattative si è registrata l'indisponibilità politica ad un accordo di coalizione per la formazione del Governo.

Di conseguenza il 26 di Giugno si tornerà al voto senza che l'offerta politica sia cambiata in modo sostanziale. Unica eccezione è una alleanza tra Podemos e Izquierda Unida (Unidos Podemos) che forse consentirà a questa formazione di qualificarsi come secondo partito davanti al PSOE (vedi). Per il resto le probabilità che si presenti la medesima situazione è molto alta e i partiti saranno obbligati a fare accordi se vorranno arrivare alla formazione di un Governo.

In conclusione per la Spagna si è aperta la fase dell'instabilità e della difficolta di arrivare ad accordi per la formazione di governi stabili. Situazioni di questo tipo sono e saranno sempre più frequenti in Europa in conseguenza dell'emergere di nuovi soggetti politici e forti e inconciliabili contrapposizioni.

In Italia la nuova legge elettorale (l'Italicum) si propone di dare una risposta a questa deriva sottraendo la formazione di maggioranze per il governo alla mediazione dei partiti e affidando agli elettori, nel ballottaggio del secondo turno, il compito di scegliere chi dovrà governare tra i due più votati nel primo turno. Più potere diretto ai cittadini e meno ai partiti. Il vincitore del ballottaggio, con un ragionevole premio di maggioranza, potrà governare dal giorno dopo le elezioni.

 

Franco Monti

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Tag(s) : #Elezioni