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Anche io come tutti coloro che vivono con passione la politica sono rimasto scosso dalle vicende che hanno rivelato la debolezza e l’inconcludenza irresponsabile di molti dei nostri rappresentanti in Parlamento. Sono rimasto scosso perché è stata messa in discussione la mia identità personale che si confonde dal 1968 con la mia identità politica.

Non ho reagito alle lettere sdegnate e piene di risentimento che abbiamo tutti letto, inviate da amici, perché effettivamente non avrei saputo come ribattere pur sentendo dentro di me una forte distanza con queste reazioni. Insomma ero scosso eppure sentivo che se fossi stato a Roma, mi sarei comportato come la maggior parte dei nostri rappresentanti, quelli che hanno agito con disciplina di partito.   Ora con più calma mi sembra di avere maturato una opinione.

 

Il Pd non ha avuto i voti per realizzare il programma che aveva proposto ai suoi elettori. Il movimento di Grillo sollecitato in modo molto pressante da Bersani, proprio per tenere fede a quel programma, ha risposto sempre in modo volgare e supponente, avanzando proposte con il dichiarato intento di far implodere il Pd e distruggere la sua credibilità, rivelando una subdola ma purtroppo efficace capacità di manovra politica. Mancando una maggioranza autonoma, si è vanificata la possibilità di convincere il Movimento 5 stelle, un movimento che, non dimentichiamolo, si propone di distruggere i partiti e il sistema della Democrazia delegata in forma parlamentare. L’alleanza di centrosinistra non ha scalfito il rifiuto di Grillo a intraprendere la strada del confronto.

A questo punto si è entrati in una fase di emergenza, il Pd ha perso la possibilità di guidare il processo politico, anche grazie alle proprie lacerazioni, e ha dovuto cedere doverosamente la iniziativa e la guida al Presidente Napolitano per non accodarsi alle scelte del movimento 5 stelle che palesemente seguiva il suo percorso prescindendo da qualsiasi discussione e confronto: prendere o lasciare.

 

Mi chiedo come mai un uomo politico avveduto e coerente come Rodotà abbia potuto prestarsi al gioco di Grillo. Come poteva concepire di essere il candidato di un movimento che nega la Democrazia delegata e costituzionale, un movimento in parte Xenofobo che irride al sistema dei Partiti, prima di tutti il Pd e il suo segretario; un movimento che decide nella Piazza virtuale, che assume le sue decisioni sulla base di una somma  di voti telematici, decisioni che in ogni caso sono controllate strettamente dal vertice duocratico di Grillo e Casaleggio.

Pensava Rodotà di poter guidare la fase politica con Grillo trionfante e il Pd spaccato e a questo punto definitivamente inservibile? Non credo sarebbe stato possibile.

 

Unisco a queste scarne considerazioni l’articolo, lucido di Nicola Cacace, economista che è stato anche nostro ospite a Moltrasio e che non può essere tacciato di avere una visione conservatrice e opportunistica della realtà italiana.

Articolo Nicola Cacace   in polemica con  Articolo Curzio Maltese

 

Franco Gerosa

 

Tag(s) : #Il partito