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Lettera aperta a Savina Marelli, Segretaria del PD comasco


Ho atteso a lungo prima di scrivere queste riflessioni su un problema che ritengo fondamentale per la vita di un partito che si definisce democratico: si tratta del funzionamento dei circoli del PD, molti dei quali risultano vuoti di pensiero autonomo, di dibattito politico, e sono pressoché sconosciuti agli iscritti e agli abitanti del territorio in cui sono insediati.

Faccio parte del circolo del Basso Lario: un circolone che va da Maslianico a Cernobbio e comprende i paesi del lago fino ad Argegno. La pensata di un circolone, conteneva già in sé l'impossibilità di operare per una politica territoriale che ci accomunasse: gli incontri sono infatti rari ed è scarsissima la partecipazione. Siamo chiamati solo per il tesseramento, l'allestimento e la presenza dei gazebo e necessità varie decise a livello nazionale. Abbiamo l'impressione di servire solo per la manovalanza e per la chiamata al voto quando arriverà il momento, per cercare di raccogliere, senza avere seminato credibilità e passione, in un territorio dove la lega dilaga.

Così, capita che gli scambi di opinioni o il parlare di politica e dei vari problemi, lo si faccia negli incontri casuali, in cui si esprime il nostro sconforto e la nostra incertezza, senza riuscire a dare forza e qualità politica al sentire comune. Oppure, come faccio io (ma non sono la sola) si scrive alla Provincia per cercare di porre un problema, cercare un dialogo.

Speravo che dopo la tua elezione quale segretaria provinciale del PD, sentissi l'esigenza di presentarti nei vari circoli per farti conoscere e per dialogare, almeno con gli iscritti, su quali novità e come intendi operare insieme a tutti noi, per tentare di rianimare una zona tanto difficile per la sinistra qual'è la nostra. Anche perché, come saprai, sei pochissimo conosciuta dalla stessa popolazione del PD della nostra provincia.

Io, che ormai faccio parte di quelle da rottamare (alla Renzi) perché non più giovani, ricordo che i dirigenti di un tempo frequentavano le sezioni: ci si conosceva, si dialogava, si litigava e, soprattutto, ci si informava sulla vita del partito; insomma ci si sentiva parte di una famiglia che lavorava insieme per migliorare il paese. Ora il PD è rappresentato solo da coloro che sono nei vari organi dirigenti e non, che si parlano tra loro e della cui attività o pensiero, tra l'altro, poco o nulla è dato di sapere. Non credi sia necessario cercare di includere tutti, ma proprio tutti nelle questioni e decisioni del partito? A che servono i circoli? A meno che i luoghi della relazione e discussione politica non siano stati consapevolmente e completamente delegati ai vari social network.. Che sono importanti, ma non sufficienti, a mio parere, a far sentire coeso tutto il popolo del PD.

Per conoscere il pensiero e l'attività del PD a livello nazionale devo guardare YouDem: sono pensionata , ho il tempo e la voglia di sapere... ma le persone che incontro, anche molti iscritti, parlano male del PD, dicono che non capiscono cosa fa, che non si fa sentire... Se ci fosse stato spiegato, ad esempio, che un disegno di legge sull'abolizione delle Provincie era già stato depositato in Parlamento, non solo non ci saremmo (forse) arrabbiati ma, conoscendone i contenuti, avremmo potuto a nostra volta spiegare, interloquire con la gente. Altro esempio: delle due sessioni nazionali sull'operato e le idee delle Conferenze delle donne (a proposito:quante iscritte sanno della sua esistenza a Como?) e quella tenuta a Genova sul lavoro, piena di giovani e meno giovani appassionati e competenti, nessuno sa nulla. E allora si dice che “il PD non fa niente”. Le informazioni non arrivano alla popolazione a cui poi si dovrà chiedere il voto, non solo contro B., ma per quello che facciamo, che proponiamo. Succede poi, che quando si formano comitati di cittadini per difendersi da un sopruso, come avviene a Moltrasio, o per le primarie a Como, la prima cosa che si dice è che i partiti – anche il nostro - ne devono star fuori... Perché?

Credo che l'attenzione al funzionamento dei circoli non sia tempo perso; che prevedere una eventuale ristrutturazione della loro area operativa sia necessario; che pensare ad una maggiore interazione tra dirigenza e territorio sia indispensabile. E comunque, sono sicura che sia utile ragionare su questo tema, insieme agli iscritti, nei circoli stessi.

Con cordialità, Tonina Santi

Tag(s) : #Il partito