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Referendum no porcellumDi fronte all’iniziativa per il referendum sulla legge elettorale il nostro partito appare molto diviso ed esitante. Sembra incredibile vero?. Su Repubblica di due giorni fa c’era un ironico ritratto: “Ci sono quelli che sono favorevoli, ma non firmano. Quelli che autorizzano la raccolta delle firme, ma non sottoscrivono. Quelli che sono d’accordo, tuttavia non aderiscono”. Temo che le posizioni siano anche più varie di così. Comunque ci sono anche quelli apertamente contrari e, per ora pochi favorevoli.

Provo a riassumere, come li ho capiti. i ragionamenti dei nostri dirigenti che sono, “eufemisticamente” tiepidi verso il referendum:

  • In questo momento molto difficile per il paese, con una maggioranza palesemente allo sbando, è curioso preoccuparsi di un referendum su una materia tecnica, come il meccanismo elettorale.

  • E poi il meccanismo elettorale che uscirebbe da una vittoria del referendum non sarebbe perfetto, mentre noi sappiamo bene come modificare la legge elettorale: abbiamo già una proposta.

  • Attenzione che, con il meccanismo elettorale risultante, o forse alla sola idea di referendum, Casini si allontanerebbe da una alleanza con noi, e allora addio speranze di vincere le elezioni.

Cioè una serie di variazione sul tema “ci vuole ben altro”, “lasciate lavorare quelli che se ne intendono”, “la tattica è più importante della strategia”.

Già ma i cittadini? Non giudicano forse fallimentare questa classe politica, compresa temo, in buona sostanza, la nostra? Non possono quindi sperare di cambiare qualcosa, cambiando le regole del gioco? Non possono sperare di andare alle prossime elezioni (a cui nel peggiore dei casi mancano solo 2 anni) con una legge elettorale, che tutti i partiti dichiarano essere pessima, ma su cui concretamente non si fa nulla da diversi anni? Non possono sperare in un meccanismo che tolga l’enorme potere di scelta agli apparati di partito e lo restituisca, almeno un po’, ai cittadini?

Come non capire che non è l’aspetto tecnico che conta? E comunque è difficile peggiorare una pessima legge. Quello che è importante è il segnale, vorrei dire, il grido di dolore (e di speranza) dei cittadini, che vogliono tornare a essere protagonisti. I recenti referendum dovrebbero insegnare qualcosa. I partiti che continuano a non ascoltare, a non capire e a soffocare la partecipazione rischiano molto: molto più che l’alleanza con Casini. Rischiano il divorzio dagli elettori.

Da quando esiste il Porcellum si parla continuamente di riforma elettorale: credo si contino decine di proposte, le più varie e stravaganti, ma non si è neanche cominciato ad affrontare veramente il problema in parlamento.

Già alcuni anni fa si è provato a sopprimere il Porcellum per via di referendum, anche allora con il “tiepido” appoggio dei partiti del centrosinistra, sostanzialmente per le stesse ragioni e con le stesse argomentazioni attuali: erano gli stessi protagonisti!.

Non si è riusciti perché, allora, i referendum, qualunque referendum, non avevano reali possibilità di successo.

Personalmente, come parte dell’Associazione per il Partito Democratico, mi ero direttamente, molto, impegnato a raccogliere le firme a Como, in sostanziale isolamento rispetto ai partiti amici.

Non vedo ragioni di non farlo oggi: mi sembra che le ragioni ci siano ancora tutte, anzi di più. Oggi poi il vento è forse più favorevole al referendum..

Vogliamo dunque provare a fare qualcosa insieme per sostenere la raccolta di firme? Vogliamo fare, almeno, qualche banchetto per questo nelle prossime (poche) settimane?

Carlo Bonetti

Tag(s) : #Il partito